Sostituire la caldaia a gas con la pompa di calore:
verifiche iniziali e cosa sapere

La sostituzione della caldaia non può essere fatta senza le necessarie verifiche del sistema di riscaldamento esistente e delle caratteristiche dell’abitazione. Ma andiamo per gradi.

Se ti stai chiedendo Qual’è la soluzione migliore per sostituire la caldaia e abbassare la bolletta del gas? Sostituirla con una pompa di calore elettrica è la sola risposta che possiamo dare. In altri articoli del nostro blog abbiamo visto quali sono le varie tipologie di pompa di calore e il principio di funzionamento. Per saperne leggi qui! 

Attraverso questo approfondimento vorremmo soffermarci proprio su alcuni aspetti, anche tecnici, che si devono si devono considerare nel caso della sostituzione di un impianto preesistente con uno a pompa di calore.

Le verifiche preliminari

Un impianto termico è composto dai seguenti elementi fisici:

– il generatore;

– il sistema di distribuzione (tubazioni, pompe, collettori);

– il sistema di emissione (i terminali come radiatori, convettori, superfici radianti);

– il sistema di regolazione.

 Quando si interviene su un impianto di riscaldamento esistente, non è possibile effettuare una semplice sostituzione del generatore (a meno che non si parli di sostituire caldaia a gas con un’altra caldaia a gas), ma và preso in considerazione tutto l’impianto nel suo complesso.

Dal punto di vista del funzionamento dell’impianto, per le pompe di calore è importante separare il circuito della pompa di calore da quello di distribuzione, per un miglior funzionamento e in funzione anche del tipo di sistema di emissione a cui la pompa di calore deve adattarsi.

Per quanto riguarda i terminali di emissione, in base alla località, quindi alla fascia climatica in cui ci si trova, i terminali esistenti devono garantire la potenza termica necessaria per compensare le dispersioni termiche, ammettendo anche un funzionamento continuo per 24 ore della pompa di calore. Potrà perciò essere necessario, ad esempio, aumentare la superficie radiante dei termosifoni, mettendone di più grandi o adatti a lavorare con temperature più basse rispetto ai classici 60°C. 

Qual è, dunque, il sistema di distribuzione maggiormente idoneo ad una pompa di calore? Sono i sistemi a bassa temperatura come i pannelli radianti o i ventilconvettori (fan-coil), ma non sempre si può o si vuole sostituire il sistema di emissione, perciò la pompa di calore si adatta senza alcun problema anche ai classici radiatori.

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Sostituzione con una pompa di calore

Verificata la possibilità di mantenere i termosifoni esistenti, la scelta migliore ricade su una pompa di calore elettrica aria-acqua, che garantisce le condizioni di comfort migliori e il massimo risparmio energetico, ma sopratutto facilità di installazione, senza grandi modifiche all’impianto o costosi scavi (come per le pompe di calore geotermiche). Infatti, utilizzando i terminali a temperature minori e tenuti in funzione per un tempo maggiore si ottiene una maggiore uniformità di temperatura e minori movimentazioni di aria, garantendo un comfort migliore. Inoltre, più è bassa la temperatura di funzionamento della macchina, maggiore è il suo rendimento e quindi maggiore sarà il risparmio economico.

Sostituendo la caldaia a gas con una pompa di calore, si può utilizzare solo la tipologia aria-acqua per utilizzare l’impianto esistente? 

Si possono scegliere anche altre tipologia di pompa di calore, come quelle geotermiche, ma generalmente hanno costi maggiori e richiedono un progettazione e installazione più complesse. La tipologia aria-acqua anche per questo motivo rimane la più diffusa, anche perchè l’aria esterna è disponibile ovunque e in ampia misura (ed è ancora gratis!).
In alternativa alla semplice pompa di calore, nei casi in cui l’utilizzo dei terminali esistenti non è sostenibile con le temperature di funzionamento della pompa di calore durante i giorni più freddi, si può optare per la tecnologia ibrida, ossia la pompa di calore ‘aiutata’ da una caldaia a gas, che non permette però il completo abbandono del gas come fonte energetica.

Il dimensionamento

Ovviamente non può essere tralasciato un altro importante aspetto, quello del dimensionamento di pompe di calore in applicazioni su terminali esistenti, ossia la scelta della potenza e delle caratteristiche tecniche che deve avere la pompa di calore.
Bisogna necessariamente partire dalle condizioni iniziali: le caratteristiche dell’abitazione, quindi  com’è fatto il suo involucro e quanto questo riesce a mantenere il calore al suo interno e quanto ne disperde (si consideri che la maggior parte delle abitazioni esistenti in Italia, hanno scarso isolamento termico e alte dispersioni), quindi anche la quantità di calore che bisogna fornire all’abitazione per mantenersi calda e confortevole nel tempo, senza che per pagare la bolletta sia poi necessario un mutuo. Per saperne di più leggi qui! 

C’è poi da considerare anche la resa dei terminali esistenti e le loro caratteristiche tecniche; inoltre il cambiamento del generatore richiede nella maggior parte dei casi di riadattare la centrale termica: nella maggior parte delle unità abitative (sia in condominio sia indipendenti) la potenza fornita dalla maggior parte delle caldaie a gas esistenti (tra 21 e 28 kW, indicativamente) è ampiamente superiore alla potenza totale del sistema di emissione installato (generalmente tra i 10 e 15 kW), poiché condizionata dalla necessità di servire alla produzione di acqua calda sanitaria (ACS) in modalità istantanea. Inoltre le caldaie, che lavorano comunque a potenza fortemente ridotta rispetto a quella di targa per la maggior parte del loro tempo di funzionamento.

Una volta presi in considerazione tutti questi aspetti preliminari, la potenza della pompa di calore in sostituzione dovrà essere scelta in funzione della potenza richiesta dall’abitazione per avere il confort ideale senza preoccuparsi della bolletta (per un’abitazione tra i 150 e i 200 metri quadri la potenza ideale è 16kW), e ricorrere ad un sistema di produzione ACS tramite accumulo.

La potenza complessiva della macchina dipende se l’impianto è progettato per produrre anche acqua calda sanitaria e se sono presenti sistemi di accumulo. Per verificare la potenza resa da un radiatore è sufficiente analizzare la scheda tecnica in corrispondenza dei vari ΔT tra la temperatura ambiente e la temperatura con cui si vuole utilizzare la pompa di calore.

Sostituire la caldaia a gas, con una pompa di calore elettrica vi permetterà di abbandonare completamente il gas, fino a poter chiudere completamente il contatore, o a non dovere chiamare più la ditta che vi ricarica il bombolone del GPL, ed ad avere un risparmio minimo del 30%/40%. ‘Aiutando’ poi la pompa di calore con un impianto fotovoltaico e un impianto solare termico, il risparmio può arrivare fino all’80%. 

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