Conto Termico 3.0: una breve guida alle Novità

Scopriamo insieme alcune delle novità del 2026 sul Conto Termico 3.0

Da agosto 2025 è arrivata una grande novità nel mondo degli incentivi statali per l’efficienza energetica e le rinnovabili: è stato approvato il cosiddetto Conto Termico 3.0, evoluzione del precedente Conto Termico 2.0.

Questa misura di incentivo a fondo perduto rappresenta uno strumento stabile e concreto per i cittadini (e non solo) che vogliono ridurre i consumi energetici della propria abitazione, abbattere i costi in bolletta e contribuire alla transizione ecologica.

Cos’è il Conto Termico 3.0 e a chi è rivolto

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale introdotto con il Decreto Ministeriale del 4 agosto 2025, gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che ha lo scopo di sostenere interventi di efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Come? Semplicemente lo Stato rimborsa una percentuale delle spese che vengono effettuate per migliorare l’efficienza energetica attraverso la sostituzione di vecchi impianti.

 

Qual è il ruolo del GSE?

Il GSE è il Gestore dei Servizi Energetici e ha dunque un ruolo chiave all’interno del Conto Termico 3.0, dovendo gestire, verificare ed erogare gli incentivi disponibili.

Di fatto, il GSE rappresenta il garante del corretto funzionamento del Conto Termico 3.0: senza la sua approvazione non è possibile ottenere il rimborso.

In concreto, il GSE:

  • riceve e valuta le richieste di incentivo presentate dai cittadini, dalle aziende e dalle Pubbliche Amministrazioni;
  • verifica la conformità tecnica e documentale degli interventi realizzati (impianti, requisiti, fatture, schede tecniche);
  • determina l’importo dell’incentivo spettante, in base alla tipologia di intervento e alle regole del Conto Termico;
  • eroga il contributo economico, tramite bonifico bancario, in un’unica soluzione o in più rate, a seconda dell’importo riconosciuto;
  • monitora e controlla nel tempo la correttezza delle pratiche, per evitare abusi o irregolarità.
Chi può accedere al Conto Termico 3.0? Facciamo chiarezza

Possono accedere al Conto Termico 3.0 diverse categorie di soggetti, pubblici e privati, purché realizzino interventi di efficientamento energetico o di produzione di energia da fonti rinnovabili termiche conformi ai requisiti previsti dal decreto.

  • Privati cittadini: Proprietari, inquilini, condomini;
  • Imprese e soggetti del settore terziario: Il decreto estende l’accesso agli incentivi anche ai privati non residenziali, come aziende, uffici, strutture commerciali e ricettive;
  • Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): Il Conto Termico 3.0 apre ufficialmente anche alle CER.
Novità del Conto Termico 3.0 rispetto al 2.0

Il Conto Termico 3.0 rappresenta un aggiornamento delle precedenti regole del Conto Termico 2.0, con l’obiettivo di rendere gli incentivi più accessibili, rapidi ed efficaci nel promuovere l’efficienza energetica.

Tra i principali cambiamenti troviamo l’ampliamento degli interventi incentivabili, che ora includono anche tecnologie più evolute e soluzioni integrate, e un aumento delle percentuali di contributo per alcune tipologie di intervento.

Vediamo nello specifico le novità degne di nota.

Massimali di spesa aggiornati ai prezzi di mercato
I limiti massimi di spesa per ottenere l’incentivo sono stati rivisti e aumentati, per tenere conto dell’aumento dei costi delle tecnologie e rendere il contributo più coerente con i prezzi attuali.

Più tecnologie incentivabili, se abbinate alle pompe di calore
Si è deciso di premiare l’integrazione tra più soluzioni energetiche; sarà quindi possibile ottenere l’incentivo per impianti fotovoltaici con accumulo e per le colonnine di ricarica per veicoli elettrici, a condizione che siano installati insieme alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una pompa di calore elettrica. Questa possibilità non vale però per le abitazioni residenziali.

Nuovi impianti termici ibridi più flessibili
Oltre ai classici sistemi ibridi “factory made”, il Conto Termico 3.0 riconosce nuove combinazioni tra pompe di calore e caldaie. Vengono introdotti sistemi bivalenti e soluzioni “add-on”, che permettono di integrare una pompa di calore a un impianto esistente in modo più semplice.

Riqualificazione profonda degli edifici pubblici (NZEB)
Per gli immobili pubblici è possibile demolire e ricostruire edifici secondo lo standard NZEB (edifici a energia quasi zero), con un aumento volumetrico fino al 25% e la possibilità di ricostruire in un’area diversa, purché all’interno dello stesso comune e nell’ambito di un progetto integrato.

Requisiti più stringenti per caldaie a biomassa
Le caldaie a legna e pellet devono rispettare standard ambientali più elevati. Le nuove regole richiedono almeno la certificazione a 4 stelle, che sale a 5 stelle per le nuove installazioni nelle aree soggette a limitazioni per la qualità dell’aria.

Bonus aggiuntivi per tecnologie europee e fotovoltaico certificato
Sono previste maggiorazioni dell’incentivo, dal 5% al 15%, per interventi che utilizzano componenti prodotti nell’Unione Europea o impianti fotovoltaici con moduli iscritti al Registro delle tecnologie del fotovoltaico.

Interventi incentivabili per i privati

Con il Conto Termico 3.0, i cittadini hanno a disposizione uno strumento stabile e diretto per ridurre i consumi energetici domestici e alleggerire il peso delle bollette. La logica è semplice: lo Stato riconosce un contributo a fondo perduto, erogato dal GSE direttamente al cliente a seguito dall’approvazione della pratica, per chi sostituisce impianti obsoleti con soluzioni moderne ed efficienti.

Analizziamo quindi gli impianti per i quali si può richiedere l’accesso agli incentivi previsti dal Conto Termico.

Pompe di Calore Elettriche

Tra gli interventi che un privato può finanziare, consigliamo sicuramente le pompe di calore elettriche. Queste consentono di riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria con rendimenti molto superiori rispetto alle tradizionali caldaie a gas, GPL o gasolio.

Per queste installazioni, l’incentivo può coprire fino al 65% delle spese sostenute, rendendo la sostituzione ancora più conveniente.

Close up of colorful euro money. Euro money background.
Impianti di Riscaldamento Ibridi

Un’altra soluzione incentivata riguarda i sistemi ibridi, che combinano una caldaia a condensazione e una pompa di calore, gestiti da un’unica centralina intelligente. Nella maggior parte dei casi il riscaldamento verrà erogato dalla pompa di calore elettrica, ma quando le temperature scendono di molto sotto lo zero, l’efficienza della pompa di calore decresce, per cui la caldaia a gas può diventare più efficiente.

Questa configurazione è particolarmente indicata per abitazioni situate in zone climatiche fredde, dove è necessario garantire continuità e flessibilità al riscaldamento. Anche in questo caso, la copertura delle spese può arrivare fino al 65%.

Fotovoltaico: si può fare anche con il Conto Termico!

Come anticipato in precedenza, la vera novità del Conto Termico 3.0, tuttavia, è l’apertura al fotovoltaico con sistemi di accumulo. Questa possibilità è riconosciuta solo a privati in ambito non residenziale, alle PA e agli enti equiparati; inoltre si può accedere agli incentivi se l’installazione avviene contestualmente alla sostituzione dell’impianto termico con una pompa di calore elettrica. L’incentivo di base, in questo caso, è pari al 20% dei costi massimi ammissibili, con limiti differenziati a seconda della potenza dell’impianto e della capacità delle batterie.

A rendere ancora più interessante l’opportunità ci sono le maggiorazioni legate ai moduli fotovoltaici di produzione europea, introdotte dal DL 181/2023. In particolare:

  • se si utilizzano moduli con un’efficienza di almeno 21,5% (art. 12, lett. a), l’incentivo sale al 25%;
  • se l’efficienza è pari o superiore al 23% (art. 12, lett. b), la percentuale diventa 30%;
  • se si arriva a moduli con efficienza oltre il 24% (art. 12, lett. c) e prodotti interamente in Europa, il contributo può raggiungere il 35% dei costi massimi ammissibili.

Questo significa che, scegliendo tecnologie più performanti e con filiera produttiva europea, il cittadino può quasi raddoppiare il valore dell’incentivo rispetto alla soglia base del 20%, massimizzando così il ritorno economico dell’investimento.

Percentuali di rimborso Conto Termico 3.0 
per impianti fotovoltaici
Provenienza moduli Efficienza minima certificata Percentuale di incentivo
Qualsiasi provenienza Nessun requisito 20%
UE / SEE – Registro art. 12 lett. a 21,5% 25%
UE / SEE – Registro art. 12 lett. b 23% 30%
UE / SEE – Registro art. 12 lett. c 24% 35%
Esempi di calcolo degli incentivi con il Conto Termico 3.0

Esempio 1 – Pompa di calore residenziale da 12 kW

Impianto Spesa reale % incentivo Importo riconosciuto Investimento Netto
Pompa di calore aria-acqua 12 kW 14.000 € 65% 9.100 € 4.900 €
Esempio 2 – Sistema ibrido (pompa di calore + caldaia a condensazione) da 16 kW
Impianto Spesa reale % incentivo Importo riconosciuto Investimento Netto
Sistema ibrido certificato 16.000 € 65% 10.400 € 5.600 €
Esempio 3 – Impianto combinato: pompa di calore 12 kW + FV 6 kW + accumulo 10 kWh

Costi considerati

  • Pompa di calore: 14.000 € (spesa reale)
  • FV (≤20 kW): 1.500 €/kW × 6 = 9.000 € (massimale)
  • Accumulo: 1.000 €/kWh × 10 = 10.000 € (massimale)
  • Totale considerato33.000 €
Condizione moduli FV % incentivo FV+acc Incentivo FV+acc Incentivo pompa di calore Totale incentivo Investimento Netto
Moduli standard (qualsiasi provenienza) 20% 3.800 € 9.100 € 12.900 € 20.100 €
UE ≥ 21,5% (art. 12 lett. a) 25% 4.750 € 9.100 € 13.850 € 19.150 €
UE ≥ 23% (art. 12 lett. b) 30% 5.700 € 9.100 € 14.800 € 18.200 €
UE ≥ 24% (art. 12 lett. c) 35% 6.650 € 9.100 € 15.750 € 17.250 €
Conviene il Conto Termico 3.0 per i privati?

Il Conto Termico 3.0 rappresenta oggi una delle forme di incentivo più concrete e accessibili per chi desidera riqualificare la propria abitazione. A differenza delle detrazioni fiscali, che richiedono anni per recuperare l’investimento, qui si parla di contributi diretti erogati dal GSEcontributi a fondo perduto, con tempi molto più rapidi.

Per le pompe di calore e i sistemi ibridi, la copertura media del 65% permette di ridurre drasticamente il costo effettivo dell’impianto, rendendo la sostituzione della vecchia caldaia non solo conveniente, ma anche strategica in termini di risparmio energetico.

Anche per il fotovoltaico con accumulo, se abbinato alla pompa di calore, l’incentivo consente di abbattere migliaia di euro sul costo dell’impianto, con un vantaggio ancora maggiore se si scelgono moduli fotovoltaici europei ad alta efficienza. In questo modo si ottiene un doppio beneficio: riduzione immediata della spesa di installazione e taglio delle bollette grazie all’autoconsumo.

Il vero punto di forza del Conto Termico 3.0 è la sua stabilità normativa: a differenza dei bonus edilizi soggetti a continui cambiamenti e proroghe, questo meccanismo è stato pensato come misura strutturale e duratura. Tuttavia, resta un budget annuale limitato, suddiviso tra privati, imprese e Pubbliche Amministrazioni. Una volta esaurite le risorse disponibili, le nuove richieste vengono sospese fino all’anno successivo.

Quanto rimborsa il Conto Termico 3.0

La tipologia e la somma del rimborso dipendono dal tipo di intervento effettuato, dal soggetto beneficiario e dai massimali di spesa stabiliti dal decreto. In linea generale, il Conto Termico 3.0, copre fino al 65% delle spese ammissibili per la maggior parte degli interventi.

Mentre, per quanto riguarda le spese per edifici pubblici in comuni con meno di 15.000 abitanti, si può ottenere invece fino al 100% di rimborso.

Documenti necessari

Per accedere al Conto Termico 3.0 è necessario presentare una serie di documenti tecnici e amministrativi che consentono al GSE di verificare la correttezza dell’intervento, la conformità ai requisiti e l’effettivo sostenimento delle spese.
Le specifiche possono variare in base alla tipologia di soggetto beneficiario (privato, impresa, pubblica amministrazione, ETS o Comunità Energetica Rinnovabile) e al tipo di intervento.

In generale i documenti richiesti sono i seguenti:

  • Domanda di accesso al Conto Termico compilata tramite il portale GSE;
  • Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (autocertificazione) con conferma che l’intervento è stato realizzato nel rispetto dei requisiti tecnici e normativi previsti;
  • Dichiarazione del rispetto dei requisiti ambientali, se prevista per categorie specifiche (es. generatori a biomassa con certificazione ambientale);
  • Relazione tecnica descrittiva con indicazione delle lavorazioni eseguite;
  • Schede tecniche dei materiali e delle apparecchiature installate (es. pompe di calore, generatori, moduli fotovoltaici, sistemi di accumulo);
  • Certificazioni tecniche (es. certificazioni di prodotto, marcature CE);
  • Dichiarazioni di conformità dell’impianto, ove richiesto;
  • Progetto o disegni esplicativi in caso di interventi complessi o di nuova realizzazione.

Documentazione amministrativa:

  • Documento di identità e codice fiscale del richiedente (persona fisica o legale rappresentante per enti/aziende);
  • Visura catastale o altri documenti identificativi dell’immobile oggetto dell’intervento;
  • Atto costitutivo e statuto per soggetti collettivi (es. ETS, CER, società);
  • Procura o delega se la domanda è presentata tramite un soggetto incaricato (es. tecnico, amministratore).

Prova di sostenimento delle spese ovvero tutti i documenti che comprovano il pagamento delle spese ammesse a incentivo, come:

  • fatture fiscali intestate al beneficiario;
  • ricevute di pagamento tracciabili (bonifici, carte, altri strumenti riconosciuti);
  • campioni dei contratti d’acquisto se richiesto per categorie specifiche.

Nota: I pagamenti con metodi non tracciabili (es. contanti) non sono ammessi.

Documentazione specifica per categorie speciali

  • Prenotazione dell’incentivo: nel caso di interventi realizzati da Enti del Terzo Settore o CER è possibile presentare la prenotazione prima dell’avvio dei lavori;
  • Certificazione dei moduli fotovoltaici, se si richiedono maggiorazioni;
  • Dichiarazioni di conformità ambientale per generatori a biomassa (es. 4 o 5 stelle).

Allegati e moduli richiesti dal GSE

Il GSE fornisce dei modelli specifici da caricare nella piattaforma, tra cui:

  • La checklist documentale;
  • Moduli di dichiarazioni integrate;
  • Eventuali moduli integrativi per prodotti incentivati.

Tutti i documenti vanno caricati nella sezione dedicata del portale GSE, in formato leggibile (PDF, JPG, PNG) e rispettando le linee guida tecniche.

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