Posts Tagged ‘55%’

Novità positive sul 55% : la Camera approva la fiducia

Giovedì, Gennaio 15th, 2009

Confermato l'emendamento ART. 29 : Per 2009 - 2010 il 55% detraibile in cinque anni.

Novità positive sul 55% : la Camera approva la fiduciaLa camera ha votato la fiducia alla conversione in legge del DL 185/2007 anticrisi, dovrebbe essere ormai certo il rinnovo del 55% con l'unica variante che la detrazione per il 2009 - 2010 avverrà in cinque anni, mentre per i lavori eseguiti entro il 2008 la detrazione rimane da tre a 10 anni.

L'approvazione dell’emendamento all’ART. 29 sembra ormai cosa certa, con le modifiche inserite il 55% rimane confermato senza tetti di spesa, servirà sempre la comunicazione all’ENEA e ci sarà una comunicazione aggiuntiva da inviare all’Agenzia delle Entrate da parte del contribuente su un apposito modulo che dovrà essere predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

L’approvazione del provvedimento dovrà essere approvata dal Senato entro il 28 gennaio data di scadenza del Decreto Legge.

La notizia delle modifiche che salvano il 55% è stata accolta positivamente dalle aziende e dalle associazioni di categoria del settore, perché ciò rappresenta la conferma di un sostegno importante allo sviluppo commerciale delle aziende di produzione, del commercio e degli impianti, mostrando la volontà del Governo di salvaguardare i posti di lavoro in queste aziende in un momento di forte recessione economica mondiale.

Anche noi accogliamo positivamente questa importante novità sul rinnovo del 55%

Senza tetti di spesa e soprattutto senza complicate trafile burocratiche per il contribuente.

Se questo traguardo sarà raggiunto come sembra ormai certo, sarà grazie anche all’azione pressante che tutti noi insieme a Voi abbiamo svolto per sensibilizzare il Governo sin dai primi giorni di approvazione del decreto 185 che avrebbe affossato lo sviluppo in atto del nostro settore.

Vogliamo ricordare per la precisione che nonostante sembra ormai certa l’approvazione delle modifiche accennate ad oggi è in vigore il DL 185/2008.

UE Pacchetto clima salvo, Sosteniamo la mobilitazione per salvare il pacchetto 55%!

Lunedì, Dicembre 15th, 2008

Pacchetto clima salvo

UE Pacchetto clima 20-20-20 salvo. Raggiunto il compromesso sull'accordo relativo al pacchetto clima, ricordiamo il pacchetto prevede che entro il 2020 all'interno della UE si riduca del 20% le emissioni di gas serra, si aumenti del 20% l'efficienza energetica e si porti al 20% l'utilizzo delle fonti alternative nel panorama di utilizzo generale di energia, con questo compromesso rispetto all’accordo iniziale è stata introdotta maggiore flessibilità per il settore industriale.

Introdotta verifica risultati a marzo 2010. Il Consiglio Europeo ha confermato gli obiettivi di riduzione, inserendo però la possibilità di "valutare l'impatto dei risultati del negoziato globale sul clima, sulla competitività e i settori dell’economia europea".
In sostanza con questa clausola l'Europa intende ribadire al resto del mondo che non vuole essere l’unica a sopportare i costi di una riconversione ecologica.

Il presidente Nicolas Sarkozy ha voluto precisare “è una decisione storica, nessun altro paese si è dato regole così restrittive come quelle assunte dall’Europa all’unanimità” spronando così USA, Cina e India a fare altrettanto.

Silvio Berlusconi ha tenuto a sottolineare “l’Europa dà il buon esempio ma è chiaro che non possiamo procedere da soli”, la valutazione prevista a marzo 2010 non è ancora chiaro se possa avere come risultato la revisione degli obiettivi previsti dall’accordo per il 2020, ma appare chiaro che molto dipenderà dal ruolo assunto nel frattempo da Usa – Cina e India nei confronti della decisione Europea , conterà molto quanto peserà la crisi e l’attuale recessione economica mondiale in termini assoluti e di durata nel tempo.Più flessibilità al settore industriale. Come richiesto da Italia e Germania è stata concessa l’esenzione al 100% di alcuni settori manifatturieri dall’obbligo di pagare per acquisire “permessi di emissioni inquinanti”, per l’Italia i settori che rientrano fra quelli ammessi, sono quelli considerati a rischio di “delocalizzazione” come i settori della Carta, della Ceramica, del vetro e della Siderurgia.

I settori che non saranno considerati a rischio di “delocalizzazione” dovranno invece pagare ed acquistare i diritti al 20% delle emissioni per il 2013, la quota salirà al 70% nel 2020 e soltanto nel 2027 al 100%, queste sono le modifiche approvate rispetto ai limiti precedenti.

In approvazione le modifiche al 185/2008. Sono in approvazione in questi giorni le modifiche preannunciate all’articolo 29 del decreto legge 185/2008, in particolare sembra che ci possa essere una riduzione dal 55 al 40-45% per la detrazione sulla riqualificazione energetica degli edifici, questa è l’ipotesi ventilata dal Governo in un incontro tenutosi alla Camera.

Sembra certa la volontà di eliminare la retroattività e di confermare l’automaticità della detrazione (eliminando la procedura di silenzio-diniego prevista con il decreto).

E’ opportuno non abbassare la guardia, facciamo sentire la nostra richiesta al Governo per sostenere l’abrogazione dell’articolo 29 del decreto 185/2008 (CLICCA QUI), dopo le fiammate di protesta dei primi giorni l’interesse sembra scemare su questo argomento, facendo abbassare la guardia.

Il decreto legge 185/2008 mette a rischio il possibile sviluppo del settore delle energie alternative nei prossimi anni, ciò sommandosi agli effetti negativi della forte crisi economica mondiale in atto sarebbe molto negativo, facciamo la nostra parte per sostenere le necessarie e giuste modifiche a questo provvedimento, inviate la vostra richiesta al Governo.

Energie alternative: i tagli alla detrazione 55% non saranno retroattivi

Giovedì, Dicembre 4th, 2008

Risparmio energetico: i tagli al 55% non saranno retroattiviIl Parlamento revocherà la "retroattività" dal decreto di legge che limita la detrazione fiscale del 55% sulle realizzazioni a pannelli solari ed energie alternative.   E' quanto ha riferito il ministro dell’Economia Tremonti nel corso di un audizione della Camera.
Dunque il decreto avrà valore solo per gli interventi di efficienza energetica futuri.
"La retroattività non ci può essere, e il Governo la correggerà" ha ribadito il ministro, aggiungendo anche che "i crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat.  Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat".

Tremonti ha così criticato il metodo di copertura introdotto in precedenza aggiungendo inoltre che nella riprogrammazione dei fondi strutturali potrebbe essere spianata la strada al finanziamento dei crediti di imposta.    “Se c’è spazio, finanziare i crediti di imposta mi sembra un modo giusto per utilizzare i fondi Ue. Ma non bisogna trasformare i crediti di imposta in una illusione.   Non si può dare un credito non coperto e poi deludere la gente”.

Il decreto aveva sollevato una valanga di proteste da parte di cittadini e contribuenti, nonché numerose petizioni online e email di protesta inviate alle caselle al Governo (vedi nostra news precedente).

Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha comunicato invece di aver depositato alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera un emendamento per cancellare la norma.

Sopprimere la retroattività relativamente ai lavori eseguiti nel 2008 è una cosa dovuta perchè in materia fiscale i provvedimenti legislativi non possono essere mai retroattivi (sarebbero incostituzionali), ma non basta il decreto va assolutamente revocato.
Lasciando il decreto così com’è causerà per il prossimo futuro una preoccupante incertezza sul mercato, ciò rappresenta un pesante disincentivo per tutti quei cittadini che hanno scelto la strada dello sfruttamento delle energie alternative e del conseguimento dell’efficienza energetica.

Rinnoviamo quindi l’invito ad inviare una richiesta al governo, compilando l’apposito modulo (clicca qui), per chiedere l’abrogazione dell’articolo 29 del decreto 185/2008.

Sicuramente il ministro dell’economia saprà trovare le risorse necessarie per dare copertura a questo provvedimento fortemente positivo, che oltre a generare sviluppo migliorerà anche la qualità della vita di tutti per il minor inquinamento.

COLPO GOBBO ALLO SVILUPPO DEL SETTORE: ENERGIE ALTERNATIVE

Martedì, Dicembre 2nd, 2008

PANNELLI SOLARI - COLPO GOBBO ALLO SVILUPPO DEL SETTORE ENERGIE ALTERNATIVE

Colpo gobbo dietro alla voce "Meccanismi di controllo per assicurare la trasparenza e l'effettiva copertura delle agevolazioni fiscali"

Il nuovo decreto legge n.185/2008 (art. 29, commi dal 6 all’11) mettendo a rischio il bonus fiscale di detrazione del 55%, se non verrà modificato, darà un forte un colpo allo sviluppo previsto nei prossimi anni nel settore delle energie alternative.

Il decreto costringe il contribuente, dopo aver eseguito i lavori, a richiedere l’obbligatorio assenso della Agenzia delle Entrate per poter usufruire della concessione del bonus fiscale del 55% per gli anni dal 2008 al 2010.
L’assenso sarà da richiedere a partire dal 15 gennaio 2009, con richiesta telematica le cui procedure sono ancora da chiarire, probabilmente attraverso i classici decreti di attuazione.

E’ previsto un cosiddetto “silenzio-rifiuto”, in sostanza se entro 30 giorni dalla richiesta presentata dal contribuente l’Agenzia delle Entrate non risponde concedendo il relativo assenso, il bonus di detrazione del 55% sarà da considerarsi non concesso, in questo caso il contribuente potrà usufruire esclusivamente della detrazione del 36% per ristrutturazione, fino al limite massimo di Euro 48.000,00 (se non ci saranno ulteriori aggiornamenti)

Per le tre annualità, 2008 – 2009 – 2010 sono previsti dei limiti massimi cumulativi ai fondi da destinare al bonus del 55%, oltre i quali non saranno accolte le domande e sono 82,7 milioni di euro per il 2008; 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010.

In questo si evidenzia una forte ambiguità contenuta nel nuovo provvedimento. Infatti , la detrazione si può spalmare in rate da 3 a 10 anni, a scelta del contribuente, è in dubbio se i tetti massimi di spesa degli anni dal 2008 al 2010 sono riferiti alle rate di detrazione che lo Stato dovrà concedere in tali anni, oppure all’ammontare complessivo della detrazioni che saranno richieste nei tre anni (ma che in realtà potranno essere spalmati dai contribuenti anche in periodi successivi, fino al 2020). Stando alle prime notizie sul provvedimento, si può prevedere che almeno 9 su 10 tra i contribuenti che hanno sostenuto nel 2008 ingenti spese di risparmio energetico, anche perché motivati dalla certezza di godere della detrazione, dovrà accontentarsi (come prevede appunto il decreto legge) della detrazione del 36% anziché del 55% e per di più su un tetto di spesa molto ridotto, 48 mila euro, anziché su una cifra variabile da un minimo di 54.545 euro a un massimo di 181.818 euro a seconda del tipo dei lavori eseguiti.

Oltretutto la detrazione fiscale del 36% è limitata ai soli contribuenti persona fisica e non alle aziende, quindi è probabile che una azienda che ha investito in risparmio energetico si trovi doppiamente penalizzata e non potrà usufruire di nessuna detrazione. L’effetto retroattivo dato al decreto legge 185/2008 toglie ai contribuenti un diritto acquisito dato con una precedente legge dello Stato, alla faccia degli interventi anticrisi che si prefigge il provvedimento, come recita il testo:

DECRETO-LEGGE 29 novembre 2008 , n. 185 [...]

Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale.”

[Scarica decreto]

E’ il caso di mobilitarci tutti per fare modificare questa legge iniqua!

Inviate una richiesta al governo, compilando l’apposito modulo (clicca qui), per chiedere l’abbrogazione dell’articolo 29 del decreto 185/2008.